Roma, 05 novembre 2008

 

 

IL TEN. CAPPELLANO DON GIUSEPPE GABANA MEDAGLIA D'ORO

 

Caro confratello,

Con gioia e gratitudine a Dio segnaliamo e registriamo sul nostro sito il conferimento, in data 18 giugno 2008, della Medaglia d'Oro al Merito Civile, alla Memoria, al Ten. Cappellano Don Giuseppe GABANA, trucidato da partigiani slavi il 2 marzo 1944.

Ci permettiamo qualche approfondimento storico sulla sua splendida figura di uomo e di Cappellano. Bresciano, fu ordinato sacerdote il 2 giugno 1928. Dopo un'intensa esperienza pastorale, ricca di iniziative sostenute dagli aiuti morali e finanziari di P. Agostino Gemelli, il 25 novembre 1935 decise di partire volontario al seguito dei soldati inviati a combattere in Etiopia: fu nominato "Cappellano Militare di mobilitazione col grado di Tenente".

Raggiunse Mogadiscio il 3 gennaio 1936: assegnato all'ospedale da campo n.409. Il 15 aprile 1936 seguì i reparti combattenti, incorporato nella "colonna Agostani". Prese parte al combattimento di Gunu-Gadu del 24 aprile 1936: rimase ferito mentre assisteva i suoi fanti colpiti in battaglia. Il 29 settembre dello stesso anno ritornò in patria, per essere congedato dopo un mese. Il 6 marzo 1937 fu riassunto in temporaneo servizio e assegnato come Tenente Cappellano all'Ospedale Militare di Verona.

Ad Aprile fu trasferito al Presidio Militare di Villa del Nevoso, in provincia di Fiume. Si dedicò con generosità all'assistenza dei soldati e delle guardie di frontiera, sempre vicino ai giovani e alle popolazioni locali. Iscritto nel ruolo ausiliario dei Cappellani Militari del Regio Esercito, Don Giuseppe fu trasferito al Presidio Militare di Idria (Gorizia), il 15 febbraio 1940, con estensione d'incarico al XXII Sotto Settore della Guardia di Frontiera.

Il 24 maggio 1941 fu nominato Cappellano Militare presso la 6^ Legione "Giulia" della Regia G.di F. a Trieste. Rimase in servizio anche dopo l'8 settembre 1943.

Incomparabile l'opera umanitaria a favore dei profughi istriani e degli ebrei triestini ferocemente perseguitati. Continuò indomito la sua opera umanitaria e la missione sacerdotale, predicando la pace tra le due etnie, in un crescente clima di odio nei riguardi del clero cattolico, fomentato dagli irredentisti slavi.

Nell'interessante opera "In odium fidei" - Storie di preti d'Italia uccisi per cancellare la loro fede, Ranieri Ponis così descrive la tragica fine di Don Giuseppe Gabana: "Il 2 marzo 1944 tre sicari, qualificandosi come amici, bussano alla sua abitazione a Trieste, nel popolare quartiere di S.Giacomo. Il Cappellano apre e i 3 assassini gli scaricano i proiettili nell'addome e lo colpiscono alla tempia con il calcio dell'arma".

Dopo due giorni di atroci sofferenze, perdonati i suoi assassini, e ricevuta l'estrema unzione da parte di Mons. Antonio Santin, Vescovo di Trieste si spense nella serenità della fede. Perché? Risponde Ponis: "Era un prete, amava la patria, indossava una divisa".

Con orgoglio, lo annoveriamo tra i nostri Cappellani Medaglie d'Oro.

Nella pagina dedicata alle altre Medaglie d’oro (Estratto dal “Martirologio del Clero Italiano”) riportiamo la motivazione del conferimento.

Un caro saluto

La Presidenza