Roma, 30 novembre 2008

 

Caro confratello,

Il Natale è alle porte!

È l’ennesimo 25 dicembre di noi uomini e sacerdoti! Il profumo del sacro, misto a quello di famiglia, si respira nell’aria. La vita che inizia riempie i nostri cuori di gioia per l’ottimismo dal messaggio nuovo, gratificante e universale, pregno di speranza: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama”.

Il tempo tempra, trasporta e preserva nella sua originalità e bellezza la “PAROLA” diventata carne: dopo tanto attendere, Dio è, finalmente, tra di noi, con noi, per noi.

La mente si immerge nei ricordi di quei giorni benedetti trascorsi nei luoghi chiamati “CASERMA”, apparentemente freddi, inospitali, quasi avversi, novelle grotte betlemite, trasformarsi in culle calde ed accoglienti, premurose del Cristo che ancora si incarna in una umanità che stenta a credere nel Dio, che, pur restando creatore, non disdegna di diventare CREATURA, mostrandosi piccolo e fragile.

Quanta memoria, quanto affetto e calore in quei militari, novelli pastori vigilanti nella notte degli uomini, destinatari dell’annuncio che dalla culla dà senso e stimolo nell’impegno dei giovani in divisa nel servizio alla patria.

Il Natale in caserma: come occasione di riscoperta della famiglia e della solidarietà. Messaggio alto e insostituibile, sempre attuale: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio Unigenito perchè per mezzo di LUI si salvasse”.

Ricordiamo e raccontiamo in benedizione, con commozione, i nostri giovani nostalgici ma gioiosi, assaporare l’intimità di una festa, forse, nuovamente riscoperta e gustata. OGGI guardiamo al passato per rallegrarcene e ringraziare per tanta grazia e ricchezza. Cogliamo l’opportunità delle prossime celebrazioni per confermarci fratelli autentici e generosi. Siamo cresciuti in età, grazie a Dio, cresciamo anche nell’amicizia, sempre presenti nel “memento”. La preghiera e l’Eucaristia siamo il nostro cemento.

Il nostro pensiero va soprattutto ai confratelli pił anziani, agli ammalati, a quelli che soffrono il disagio della solitudine. Vi siamo vicini con tutto l’affetto di cui siamo capaci.

Chiediamo a Gesú, nostro fratello, che vi dia consolazione e forza per la certezza della ricompensa riservata ai servi buoni e fedeli.

Il coro degli Angeli canta la gloria di Dio e annuncia agli uomini il nuovo destino: in cammino verso il regno della luce. Uniamoci a loro a voce spiegata: sicuramente in loro compagnia cresceremo nella fede ma soprattutto nell’amore.

La Presidenza Nazionale coglie l’occasione per inviarvi il Calendarietto ed il Bollino da applicare sul tesserino per l’anno 2009. Alleghiamo il conto corrente per ricordare l’opportunità di provvedere alla quota annuale.

A nome di Don Vittorio, Don Bruno e mio personale auguri e “ad multos annos”.

Mons. Luigi Balloi, Presidente