Riportiamo sul nostro sito, accanto ai nominativi, le motivazioni delle 15 medaglie d’oro al V.M. meritate sul campo dai Cappellani Militari (Don Mazzoni ne meritò due!), della medaglia d’oro al V.C. e della medaglia d’oro al M.C.

"Le motivazioni delle ricompense al valore conferite ai Cappellani Militari – attraverso una procedura severa che, partendo da Autorità Militari in guerra altamente responsabili e snodandosi come un vero processo dei fatti accaduti, si conclude con un decreto della più alta Autorità dello Stato, registrato dalla Corte dei Conti e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato– dicono ‘cose’ meritevoli di essere ricordate, ‘cose’ avvenute nei giorni lunghi delle guerre che l’Italia ha combattuto negli ultimi 100 anni e per le quali ha mobilitato i sacerdoti come cappellani militari per il servizio di assistenza spirituale ai soldati…"

Non inutilmente il Vescovo di campo, nel primo numero de “Il Prete al campo” (21 agosto 1915), aveva ammonito i suoi Cappellani Militari: “Con le opere vostre state scrivendo una pagina di apologetica vivente”.

(F. Marchisio, Cappellani Militari 1870 - 1970).

 

 

1. CARLETTI DON ANNIBALE

 Diocesi di Cremona cl.1888, Motta Baluffi (Cremona) 207° rgt.f. “Taro”/p>

 Carletti Don Annibale  Medaglia d'oro Valor Militare

"Dal giorno in cui si presentò al reggimento, con opera attiva ed intelligente, seppe ispirare in tutti i militari i più elevati sentimenti di fede, di dovere e di amor patrio, dando, anche in azioni militari, costante prova di coraggio personale e sprezzo del pericolo. In vari combattimenti, sempre primo ove più intensa infuriava la lotta, incurante dei gravi pericoli ai quali era esposto, incitava i soldati a compiere, fino all’ultimo, il loro dovere, mostrandosi anche instancabile nel raccogliere e curare i feriti.

Ben due volte riunì militari dispersi, rimasti privi di ufficiali, e, approfittando dell’ascendente che aveva saputo acquistarsi tra i soldati, li riordinò e li condusse all’assalto. Intimatagli dal nemico la resa, vi si rifiutò risolutamente, ordinando e dirigendo il fuoco contro le forze preponderanti dell’avversario, al quale inflisse gravi perdite ".

Costa Violina, 15-17 maggio; Passo Buole, 30 maggio 1916 (dal B.U.1916 d.100 pg.5961)..

 

 

2. ARCANGELI DON PACIFICO

 Diocesi di Orte cl. 1888, da Treia (Macerata) 252° rgt.f. “Massa Carrara”

 Arcangeli Don Pacifico  Medaglia d'oro Valor Militare

"Eroica figura di sacerdote e di soldato, durante cruento combattimento,ottenuto, dopo viva insistenza, di unirsi alla prima ondata di assalto, slanciavasi, munito soltanto di bastone, alla testa dei più animosi giungendo per primo sulla trincea nemica.

Colpito mortalmente al ventre da scheggia di granata, incurante di sè, rimaneva in piedi, appoggiato ad un albero, ad incorare i soldati. Trasportato a viva forza al posto di medicazione, sebbene morente, consolava con stoica virtù gli altri feriti e spirava glorificando e benedicendo la fortuna delle nostre armi".

Monte Grappa, 6 luglio 1918 (B.U. 1921 d.67 pg.3101)

 

 

3. MAZZONI PADRE GIOVANNI

 Carmelitani Scalzi - Diocesi di Arezzo cl. 1886, da Loro Ciuffenna (Arezzo) 226° rgt.f. “Arezzo”: Carso 30 agosto 1917 3° rgt. Bersaglieri–3^ div.Celere: Fronte russo 1941

 Don Giovanni Mazzoni  Medaglia d'oro Valor Militare

1ª Medaglia d’Oro

"Quantunque dispensato dal presentarsi alle armi, allo scoppio della guerra vi accorse volontariamente dalla Siria dove stava esercitando apostolato di religione e di Italianità e fu nel proprio reggimento costante e fulgido esempio del più puro amor di patria e del più straordinario coraggio.

Già due volte premiato per distinte azioni di valore, primo fra i suoi soldati nel compimento della sua opera, non conobbe ostacoli e tenne il dovere mai come un limite da raggiungere, sempre come una mèta da oltrepassare. In una speciale circostanza messosi risolutamente alla testa di un manipolo di militari privo di comandante, nel momento più grave della dura lotta li trascinò arditamente contro il nemico più forte di uomini e di armi e con irresistibile impeto lo debellò e lo costrinse alla resa facendo prigionieri e catturando materiale. Ferito rimase al combattimento finchè non ebbe assicurata la vittoria.

Già distintosi per elette virtù militari in numerosi combattimenti, sempre impavido nelle zone più fortemente battute dal fuoco avversario, sempre intrepido di fronte ai più gravi pericoli".

Carso, 23 maggio – 5 giugno, Comarie, 30 agosto 1917. (B.U. 1919 d.65 pg.4261)

2ª Medaglia d’Oro  Medaglia d'oro Valor Militare

"Medaglia d’oro per la Guerra 1915-1918, dopo aver fieramente chiesto ed ottenuto l’assegnazione ad una unità di prima linea impegnata in aspra lotta, dava continua e chiara testimonianza del suo fervore di apostolo e della sua tempra di soldato fuse nella esplicazione più nobile delle attribuzioni sacerdotali e nell’ascendente del più schietto ardimento e di ineguagliabile abnegazione.

In giornata di cruenti combattimenti divideva con raro spirito di sacrificio gli eroismi di un reggimento bersaglieri portando a tutti, pur tra i maggiori pericoli, le parole infiammate della fede e la voce trascinante del suo coraggio.

In una alterna vicenda dell’accanita lotta accortosi che un ferito rimasto isolato invocava aiuto, e nonostante che altri tentativi fossero rimasti soffocati nel sangue, con ammirevole temerità e consapevolezza si lanciava per soccorrere il dipendente né desisteva dal suo nobile intento pur quando il piombo lo colpiva ad un fianco. Ferito di nuovo e mortalmente, alle estreme risorse vitali affidava la sublimità mistica della sua intrepidezza raggiungendo l’agonizzante e spirando al suo fianco.

Esempio mirabile delle più elette virtù e di sublime coscienza dell’ideale patrio".

Rassypnaja, Prtropawlowka (Fronte Russo), 1-26 dicembre 1941. (B.U. 1943 d.70 pg. 5087)

 

 

4. BORELLO PADRE MARIO

 Missioni della Consolata cl. 1893, da Sant’Ambrogio (Torino) Ospedale Militare, Addis Abeba

 Borello Padre Mario  Medaglia d'oro Valor Militare

"Unico superstite, prodigiosamente scampato all’eccidio, di un manipolo di prodi eroi caduti nell’adempimento di un sacro e volontario dovere, trovava temporaneo e malsicuro rifugio presso una tribù amica.

Noncurante del pericolo imminente e con lo spirito costantemente votato all’estremo sacrificio, iniziava e portava a termine, attraverso difficoltà e disagi eccezionali col costante pericolo della vita, per tre mesi consecutivi, una mirabile ed intelligente opera di penetrazione politica che contribuiva a darci, senza colpo ferire il valido e sicuro possesso di una importante e ricca regione.

Fulgido esempio di eccelse virtù militari e di sublime patriottismo".

Lekempti (A.O.), giugno-settembre 1936. (B.U. 1937 d.66 pg.5253)

 

 

5. GIULIANI PADRE REGINALDO

 Padre Domenicano cl. 1887, da Torino 28°Rrep. d’assalto (Med. Argento) 11° Rep. d’assalto (Med. Bronzo) 55° rgt.f. (Med. Bronzo) 1° gr. Btgg.cc.nn. d’Eritrea (Med. Oro)

 Giuliani Padre Reginaldo  Medaglia d'oro Valor Militare

"Durante lungo accanito combattimento in campo aperto sostenuto contro forze soverchianti si prodigava nell’assistenza dei feriti e nel recupero dei caduti. Di fronte all’incalzare del nemico alimentava con la parola e con l’esempio l’ardore delle camicie nere gridando:”dobbiamo vincere, il duce vuole così”.

Chinato su di un caduto mentre ne assicurava l’anima a Dio veniva gravemente ferito. Raccolte le sue ultime forze partecipava ancora con eroico ardimento all’azione per impedire al nemico di gettarsi sui moribondi, alto agitando un piccolo Crocifisso di legno.

Un colpo di scimitarra da barbara mano vibrato troncava la sua serena esistenza chiudendo la vita di un apostolo, dando inizio a quella di un martire".

Mai Beles, 21 gennaio 1936. (B.U. 1937 d. 11 pg.795)

 

 

6. BREVI PADRE GIOVANNI

 Sacerdote del Sacro Cuore cl. 1908, da Rocca del Colle-Bagnatica (Bergamo) 9° rgt. Alpini - btg. Val Cismon (Med. Oro) 9° rgt. Alpini - 9°btg. cpl. (Croce)

 Padre Giovanni Brevi  Medaglia d'oro Valor Militare

"Apostolo della fede, martire del patriottismo, in ogni situazione, in ogni momento si offriva e si prodigava in favore dei bisognosi, noncurante della sua stessa persona.

Sacerdote caritatevole ed illuminato, infermiere premuroso ed amorevole, curava generosamente gli infetti di mortali epidemie. Intransigente patriota, con adamantina fierezza affrontava pericoli e disagi, senza mai piegarsi a lusinghe e minacce. Di fronte ai doveri ed alla dignità di soldato e di italiano preferiva affrontare sofferenze e il pericolo di morte pur di non cedere. Eroicamente guadagnava il martirio ai lavori forzati.

Esempio sublime di pura fede e di quanto possa un apostolo di Cristo ed un soldato della Patria".

Prigionia di Russia, 1942 – 1954. (B.U. 1954 d.12 pg. 805)

 

 

7. ACCORSI ETTORE PADRE GIACINTO

 Padre Domenicano cl. 1909, da San Carlo di S. Agostino (Ferrara) 58^ Sezione Sanità “Taro”

 Accorsi Ettore Padre Giacinto  Medaglia d'oro Valor Militare

"All’atto dell’armistizio, benchè minorato fisicamente e pur essendo nelle migliori condizioni per sottrarsi a tragici eventi, con animo virile, tenendo fede alle insormontabili leggi dell’onore e sorretto dalla sua alta missione umana e cristiana, assumeva volontariamente compiti a linee spiccatamente militari organizzando formazioni partigiane operanti, per sua audace iniziativa, contro il tedesco aggressore al quale s’imponeva con intelligenti ardite azioni clandestine ed eroici atti palesi affrontando personalmente, con ammirevole serenità, gravi misure repressive.

Allorchè tutto rovinava e vana riusciva ogni reazione ed iniziavano le deportazioni in massa, alla possibile e consigliata fuga preferiva il sacrificio dell’internamento e, senza esitazione, si univa ai deportati per sostenerli spiritualmente ed esserne strenuo difensore nel tormento.

Durante la tragica odissea nei campi di concentramento di Polonia e Germania, dava diuturna prova di eccezionale statura morale ergendosi -sprezzante delle reazioni cui si esponeva e sopportando con stoica fermezza dure vessazioni poste in atto- a difesa degli internati soggetti alla inesorabile legge marziale del detentore.

Contagiato da tbc, per aver con spirito di sacrificio data sovrumana assistenza ai colpiti dal terribile morbo, rifiutava ogni cura e ricusava reiterate proposte di rimpatrio condizionate a disonorevole adesione. Sfinito, persisteva nella nobilissima missione rimpatriando poi, quale grande invalido, con l’ultimo scaglione.

Sacerdote e soldato, nella sintesi più felice, praticò veramente l’eroismo esponendosi con serena consapevolezza a rischi mortali attraverso episodi, atti, contegni, che, oltre ad avere pieno carattere militare perchè compiuti in guerra e contro nemico spietato, ebbero una gigantesca forza di esempio.

Apostolo di sublimi ideali, la sua nobile figura resterà nel tempo simbolo di assoluta dedizione al dovere".

Francia – Polonia – Germania, settembre 1943-settembre 1945. (B.U. 1950 d.11, pg.1314)

 

 

8. DE BARBIERI DON PASQUALE

 Diocesi di Genova cl. 1903, da Sestri Ponente (Genova) 52° rgt. art. da camp.“Torino”

 De Barbieri Don Pasquale  Medaglia d'oro Valor Militare

"Cappellano Militare di altissime doti intellettuali e spirituali. Sempre presente dove più incombeva il pericolo ad alleviare con la voce della fede e del cuore ogni sofferenza.

Durante un sanguinoso combattimento, invitato più volte a porsi in salvo, rifiutava per rimanere presso i suoi artiglieri feriti.

Ferito lui stesso in più parti del corpo e reso cieco da un colpo di mortaio, invitato nuovamente a salvarsi, rispondeva: “Il mio posto è qui”, e illuminato solo da sublime spirito di altruismo brancolava tra i morenti e continuava la sua santa missione chiudendo l’esistenza feconda di carità e di amore fra gli artiglieri nei quali, in tre campagne, aveva alimentato la fiamma del dovere coi sacri ideali di Dio e della Patria".

Arbusow (Fronte Russo), 26 dicembre 1942. (B.U. 1948 d. 2 pg. 163)

 

 

9. FRANZONI MONS. ENELIO

 Diocesi di Bologna cl. 1913. da San Giorgio di Piano (Bologna) Com. div. “Pasubio”

 Mons. Enelio Franzoni M. O. V. M.  Medaglia d'oro Valor Militare

"Cappellano addetto al Comando di una grande unità, durante accaniti combattimenti, recava volontariamente il conforto religioso ai reparti in linea.

In caposaldo impegnato in strenua difesa contro schiaccianti forze nemiche, invitato dal comandante ad allontanarsi finchè ne aveva la possibilità, rifiutava decisamente e, allorchè i superstiti riuscirono a rompere il cerchio avversario, restava in posto, con sublime altruismo, per prodigare l’assistenza spirituale ai feriti intrasportabili.

Caduto prigioniero e sottoposto a logorio fisico prodotto da fatiche e da privazioni, noncurante di se stesso, con sovrumana forza d’animo, si prodigava per assolvere al suo apostolato.

Con eroico sacrificio rifiutava per ben due volte il rimpatrio onde continuare tra le indicibili sofferenze dei campi di prigionia la sua opera che gli guadagnò stima, affetto, riconoscenza ed ammirazione da tutti.

Animo eccelso votato al cosciente sacrificio per il bene altrui".

Fronte Russo, dicembre 1942 – Campo di prigionia, 1942-1946. (B.U. 1951 d. 6 pg. 862)

 

 

10. LEGA PADRE IGINO

  S. J. cl. 1913, da Brisighella (Ravenna) Comando Marina Lero

 Padre Igino Lega  Medaglia d'oro Valor Militare

"Cappellano Militare del presidio di isola lontana dalla Patria e sottoposta a soverchiante e prolungato assedio, dava ogni propria energia superando disagi e pericoli nell’assistenza spirituale e religiosa dei militari della guarnigione.

Divenute precarie le condizioni del presidio, frazionato in nuclei isolati dall’azione nemica, proseguiva a piedi per vie dirute e battute dal fuoco il proprio apostolato recandosi, anche allo stremo delle forze e sanguinante ai piedi, sui monti ove ferveva la lotta ed ovunque i morenti ed i sopravvissuti lo richiedessero, esponendo la vita con superba serenità e gravissimi rischi.

Nell’imminenza dell’attacco decisivo all’isola riusciva a raggiungere una batteria circondata dal nemico; durante cinque giorni di aspri combattimenti, partecipando al combattimento come servente di cannone, era centro animatore di fede e di amor patrio per il personale duramente provato dall’impari e lunga lotta.

Caduta l’isola, fisicamente sfinito radunava i superstiti, in attesa di feroce rappresaglia, attorno all’altare e celebrava il servizio religioso levando alla presenza del nemico interdetto l’invocazione all’Italia, ripetuta dai presenti.

Esempio altissimo di immacolata fede, di virile coraggio e di grande amore di patria".

Lero, 8 settembre – 16 novembre 1943. (DVM 111/F.O.M. 6 giugno 1947)

 

 

11. MORETTI DON ALDO

 Diocesi di Udine cl. 1909, da Tarcento (Udine) 40° rgt.f. “Bologna”

 Moretti Don Aldo  Medaglia d'oro Valor Militare

"Cappellano Militare presso un reggimento di fanteria impegnato in aspri combattimenti, si prodigava al di là di ogni umana possibilità, a capo di squadre portaferiti, per raccogliere ed assistere numerosi feriti sotto violento fuoco avversario.

Mentre assolveva la sua pietosa missione riportava gravissime ferite ad una mano e ad una gamba. Pur stremato di forze rifiutava ogni soccorso fino a quando non si era assicurato che non vi fossero accanto a lui altri feriti da raccogliere.

Catturato quasi privo di sensi e trasportato in ospedaletto da campo, appena in grado di farlo riprendeva la sua missione a conforto dei compagni connazionali.

Rimpatriato come mutilato, appena iniziata la lotta di liberazione contro i germanici nel Friuli si prodigava con grave pericolo nell’organizzare, guidare ed assistere le formazioni partigiane del gruppo divisioni d’assalto Osoppo-Friuli.

Magnifico esempio di ardente patriottismo e di sublime carità cristiana".

Africa Settentrionale, novembre 1941; Fronte della Resistenza, 1943-1945. (B.U. 1951 d.2 pg.235)

 

 

12. MOROSINI PADRE GIUSEPPE

 dei Preti della Missione cl. 1913, da Ferentino (Frosinone) 4° rgt. art. da campo “Bergamo”- Fronte della Resistenza

 Padre Giuseppe Morosini  Medaglia d'oro Valor Militare

"Sacerdote di alti sensi patriottici svolgeva, dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943, opera di ardente apostolato fra i militari sbandati attraendoli nella banda di cui era cappellano. Assolveva delicate missioni segrete provvedendo altresì all’acquisto ed alla custodia delle armi.

Denunciato ed arrestato, nel corso dei lunghi estenuanti interrogatori respingeva con fierezza le lusinghe e le minacce dirette a fargli rivelare i segreti della Resistenza. Celebrato con calma sublime il divino Sacrificio, offriva il giovane petto alla morte.

Luminosa figura di soldato di Cristo e della Patria".

Roma, 8 settembre 1943 – 3 aprile 1944. (B.U. 1945 d. 11 pg 1046)

 

 

13. OBERTO DON STEFANO

 S.D.B. cl. 1908, da La Morra (Cuneo) 2° rgt. Alpini “Cuneense” - btg. Dronero

 Oberto Don Stefano  Medaglia d'oro Valor Militare

"Cappellano del battaglione alpini “Dronero”, magnifica figura di asceta e patriota, sul fronte greco-albanese si prodigò con mirabile abnegazione e sprezzo del pericolo nella sua instancabile alta missione di assistenza morale. Rinunciando all’esonero, volle seguire i suoi alpini sul fronte russo dividendo con loro pericoli e sacrifici.

Durante l’estenuante ripiegamento dal Don, benchè stremato dalle durissime fatiche, diede luminose prove delle sue elevatissime virtù militari e cristiane, portandosi sempre dove maggiore era il rischio, pur di assolvere il suo compito di conforto agli alpini feriti o congelati. In fase critica, seppe far rifulgere il suo spirito eroico, mettendosi di iniziativa alla testa dei resti di un plotone rimasto senza comandante e lanciandosi decisamente al contrattacco di preponderanti forze nemiche.

Caduto prigioniero dopo strenua lotta, quando il battaglione esaurì ogni possibilità di resistenza, continuò nella sua opera benefica durante le tragiche marce verso l’interno e, fra l’abbandono generale, valendosi del grande ascendente che aveva sugli alpini. li incitò ad austera rassegnazione, ne lenì le sofferenze trasformandosi in medico e infermiere, ne condivise la dura sorte con stoica fermezza. Morì, stremato dalla fatica e dai disagi, nel campo di prigionia n.74 di Oranki il 5 aprile 1943.

Sacerdote esemplare e saldo combattente ha voluto, col sacrificio, concorrere a tenere in grande onore, in terra straniera, lo spirito eroico del soldato d’Italia".

Fronte greco-albanese, dicembre 1940–aprile 1941; Fronte russo, settembre 1942–gennaio 1943.(B.U. 1950 d. 11 pg.1430)

 

 

14. STROPPIANA DON FELICE

 Diocesi di Venezia cl. 1915, da Bra (Cuneo) 81° rgt. f. “Torino”

 Stroppiana Don Felice  Medaglia d'oro Valor Militare

"Tenente Cappellano di elevatissime virtù militari e cristiane, benchè privo di un occhio riusciva a farsi richiamare ed assegnare ad unità combattente e ad evitare poi, in seguito a sua decisa opposizione, il rimpatrio per l’imperfezione comportante la riforma.

Sempre presente ove maggiore era il pericolo, in una difficilissima azione si portava a cavallo in primissima linea per incitare i militari alla resistenza a oltranza prima e al contrattacco dopo. A conoscenza dell’urgente necessità di munizioni, nonostante fosse già stato ferito al braccio sinistro, si rimetteva a cavallo per raggiungere e far serrare sotto i rifornitori. Ritornava fra i primissimi al momento della lotta all’arma bianca per soccorrere i feriti.

Rimasto ferito una seconda volta, rinunziava ad essere trasportato all’infermeria, mentre nel disperato tentativo di soccorrere ancora un ferito veniva colpito da bomba di mortaio alla testa, immolando la sua giovane esistenza nel compimento della sua nobile missione".

Monastirchina, Don ( Fronte russo), 16 dicembre 1942. (B.U. 1947 d. 18 pg.1719)

 

 

1 Medaglia d'Oro al Valor Civile

 

UGAZIO DON MARIO

 Diocesi di Novara cl. 1924, da Galliate (Novara) - Cappellano Militare Capo

 Ugazio Don Mario  Medaglia d'oro Valor Civile

"Cappellano militare dell’Aeronautica, veniva a conoscenza che un aviere, salito sulla piattaforma del traliccio terminale di un elettrodotto ad alta tensione, era stato colpito da una violenta scarica elettrica e, stordito e gravemente ustionato, era rimasto in bilico sulla piattaforma con il rischio di precipitare.

Con generoso ardimento ed esponendo scientemente la vita a manifesto pericolo, non esitava a inerpicarsi sul traliccio per prestare soccorso al malcapitato.

Benchè raggiunto a sua volta da scariche elettriche che gli procuravano ustioni in più parti del corpo, riusciva ad accostarsi al malcapitato e ad allontanarlo dal campo elettrico, traendolo in salvo.

Esempio mirabile di grande coraggio e di operante umana solidarietà ".

Bellinzago Novarese, 2 aprile 1977 - Data del conferimento: 29 settembre 1978

 

 

 

1 Medaglia d’Oro al Merito Civile

 

GABANA DON GIUSEPPE

 Diocesi di Brescia classe 1904, da Carzago (BS) - Tenente Cappellano

 Gabana Don Giuseppe  Medaglia d'oro Merito Civile

"Cappellano militare presso la 6ª Legione “Giulia” nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, con eccezionale spirito di sacrificio, alto senso del dovere ed abnegazione, svolse un’encomiabile opera di conforto e di soccorso in favore di tanti finanzieri impegnati in aspre lotte per la difesa ed il mantenimento dell’ordine pubblico.

Si prodigò, inoltre, nell’attività di assistenza ed aiuto nei confronti della popolazione civile, in particolare modo degli ebrei.

Ritenuto un possibile pericolo per i principi della dottrina marxista, anche in relazione al suo ministero, venne assalito e ferito mortalmente dai sostenitori degli slavo-comunisti, immolando la vita ai più nobili ideali di cristiana solidarietà".

1941/1944 Trieste - Data del conferimento: 18 giugno 2008

 

 

 

 Medagliere ANCMI

 

 

Non dimentichiamo le altre ricompense al valore:

 

220 medaglie d’argento,

 

495 medaglie di bronzo,

 

321 Croci di Guerra.