Il 18 ottobre 2008 è deceduto, in Firenze, don Lamberto Cambi cappellano degli Alpini.

Nato a Firenze il 20/06/1915; richiamato alle armi per mobilitazione il 10 ottobre 1940, viene collocato in congedo il 16 novembre 1940. Assunto in temporaneo servizio, per esigenze di carattere eccezionale, per l'Assistenza Spirituale, in data 20 gennaio 1941, il 4 febbraio si imbarca da Bari per l'Albania con il 208° Rgt. fanteria "Taro". Il 18 agosto successivo viene rimpatriato con il Reggimento e poi assegnato, in data 25 settembre, al 20° Raggruppamento Alpini Sciatori: con loro partirà per la Francia il 10 novembre. Fatto prigioniero dai Tedeschi, il 9 settembre 1943, fu internato prima in Polonia e successivamente in Germania. Rientrerà in Italia il 14 giugno 1945.

Nel dare notizia del decesso il giornale "La Nazione", in un breve trafiletto, così concludeva: "Nel 1965 è stato tra i firmatari dell’ordine di servizio dei cappellani militari in congedo contro l’obiezione di coscienza verso il quale polemizzò aspramente don Lorenzo Milani" (il carattere in neretto è del giornale, lo stesso che aveva provocato l’aspra polemica, e non una nostra sottolineatura).

Credo sia opportuno e, soprattutto, doveroso per la memoria di un eccellente Cappellano Militare e stimato Sacerdote della Diocesi di Firenze pubblicare integralmente la lettera fatta pervenire dal compianto confratello all’Ordinario Militare in data 29 aprile 2008.

Caro don Lamberto, è proprio vero: "...ci sono tanti che capiscono le cose al volo... dopo un quarto d’ora...mezza giornata o anche dopo anni"; ma hai dimenticato coloro che "pur vedendo non vedono e pur udendo non odono e non comprendono" (Mt.13,13)! Confondere il "bollettino", un semplice foglio " redatto per ricordare le solite cose trattate in tutte le adunanze di gente in pensione" per un "ordine di servizio"!

Non avevi mai pensato di poter firmare un ordine di servizio quando eri effettivamente "in servizio", figurarsi se la cosa era fattibile quando ormai facevi parte dei "parenti stretti in riposo e legalmente separati, senza più contatto con l’Ordinariato Militare". L’unico ordine di servizio era quello che avevi sottoscritto il giorno della tua ordinazione sacerdotale e che il Cardinale ti aveva rinnovato all’inizio della nuova esperienza pastorale: "Le affido un compito difficile e pericoloso... Si ricordi sempre che lei è prete, i suoi soldati avranno bisogno del suo aiuto".

A quel solo ordine di servizio sei stato sempre fedele: in guerra, nei lager ed in pace; meritando la riconoscenza e l'amore dei tuoi soldati, la stima dei tuoi superiori religiosi e militari e la inevitabile incomprensione di chi "aveva proprio voglia di leticare"!

Grazie, don Lamberto, anche di questo ulteriore tentativo per ridimensionare aspre polemiche che non giovano affatto alla causa della "vera pace".

Il Segretario Nazionale

Mons. Bruno Gagliarducci

 

 

 

Foto di Don Lamberto Cambi, da: Diario di un Cappellano Alpino, Società Editrice Fiorentina, .

 

 

Risposta a scoppio ritardato...